Dario Galimberti: Home

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Lugano,1935. Una Lugano apparentemente tranquilla, nello splendore delle sue ville e villette della ricca borghesia ticinese, con i suoi palazzi di una architettura assolutamente folgorante, i suoi bar, le sue trattorie e le abitudini della sua gente... per non parlare del Lago, affascinante, soprattutto in primavera, con le sue Breve, i suoi giardini, le sue Limonaie. Ed è proprio all’interno di una queste, appartenente ad una famiglia alto-borghese, potente, in apparenza moralmente perfetta, che si attua un omicidio... o presunto tale perché il finale sarà molto a sorpresa. Personalmente non me lo aspettavo! Spetterà all’integerrimo, ma molto umano e sensibile, Capo della Gendarmeria ticinese Beretta, per gli amici Zechi, ed al timido suo assistente Frapolli scoprire ciò che è realmente accaduto in quel settembre 1935 ad una giovane, bellissima donna borghese. Non sarà facile poiché l’apparenza inganna. Ma riusciranno a smascherare tutta l’ipocrisia, la sete di potere e di ancor più ricchezza di una famiglia. A scapito di chi conduce una vita normale, innocente e sognatrice. E sarà un libro ‘un Sognatore’ a creare un profondo legame tra due ragazzi puliti e genuini. La vittima diventerà per tutti l’angelo del lago e tale rimarrà per sempre nella memoria di Lugano e nella memoria di noi lettori. L’inizio sembra partire un po’ a rilento ma poi non si può smettere di continuare finché non lo si finisce. Ed il finale è veramente sorprendente, ti lascia basito. Bello, bello, bello. A volte percorso da tratti ironici nella descrizione di alcuni personaggi, quelli più simpatici, a volte con tratti sarcastici nella descrizione dei personaggi cosiddetti ‘alto-borghesi’. Mi è piaciuto moltissimo sotto tutti gli aspetti: scrittura, trama, descrizioni. Lo consiglio.
Michela Martinotti, Books,writers and Chats, Facebook (18-01-2021)

Nei suoi libri (il più recente, il premiato thriller L’ombra sul lago, ed. Libro/mania) descrive una Lugano che non c’è più, quella degli anni Trenta del secolo scorso, in cui opera e risolve misteri il delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ma oltre che apprezzato scrittore Dario Galimberti è pure un architetto, dunque la persona più adatta per fare un raffronto tra la «perla del Ceresio» del passato e quella di oggi: un dibattito più che mai aperto.
Sergio Roic, Corriere del Ticino, ExtraSette (05-07-2020)

Un’ombra sul lago di Dario Galimberti. Libromania. In una Lugano che non c’è più, ad ottobre del 1934 sparisce un bambino, ritrovato e i suoi racconti vengono prese per fantasie dal delegato di Polizia, Ezechiele Beretta. Tuttavia dopo poco anche sua sorella Ombretta sparisce e non può essere un caso. Un libro che tiene col fiato sospeso, scritto benissimo. Non conoscevo l’autore che mi ha favorevolmente convito.
Maria Alessia Del Vescovo, S.I.A.P. Roma, Cultura, Libri (05-06-2020)

Lugano 1934, tentato rapimento di un bambino o frutto della fantasia di quest ultimo per nascondere una marachella? Il delegato Ezechiele Beretta, massimo esponente della polizia luganese si vede propenso ad optare per la seconda scelta sinché non si ritrova amaramente smentito quando, a pochi giorni dall' antefatto, la piccola Ombretta viene rapita in quella che sembra una tranquilla cittadina affacciata sul Ceresio. Parte da qui una corsa contro il tempo dove la penna di Galimberti ci accompagna tra gli stretti vicoli di una Lugano degli anni '30 intrecciando un perfetto thriller a fatti storici realmente accaduti.
books4hearts, Instagram (01-03-2020)

Il fascino di queste pagine sta forse proprio nella capacità di farci immaginare ciò che Lugano non è più, ciò che era e forse quello che avrebbe potuto essere.
Rossana Maspero, Libri in tasca, Rete UNO (08-11-2019)

Un vero viaggio nel tempo e nella storia della nostra città, dei suoi ricordi e dei suoi drammi, vissuti in prima persona da questo personaggio che aspira a diventare, con tutti i diritti, un vero classico della letteratura ticinese.
Redazione, la voce di Castagnola e del Ceresio (01-10-2019)

A noi basta dire che Un’ombra sul lago non è solo bello per la riconoscibilità dei luoghi: Gandria, Agra, la chiesa degli Angioli e, ovviamente il Ceresio. La sua forza è nei personaggi, azzeccati nella loro personalità (e nei loro errori), e nelle situazioni, nei colpi di scena.
Fabrizio Quadranti, Cooperazione (24-09-2019)

Risulta così piacevole leggere di questo umanissimo delegato di polizia, degli abitanti di un quartiere che non esiste più, diviene stimolante incuriosirsi di un periodo storico e di una nazione, la Svizzera di lingua italiana in particolare, che si conosce poco e si tende a valutare peggio.
Adriano Brandolini, adribrando.blogspot.com (14-09-2019)

Dario Galimberti descrive così minuziosamente e piacevolmente tanto la storia quanto la città, che poi è la sua. Architetto di casa a Lugano, lo scrittore sa mettere in fila una trama coinvolgente con dettagli che rendono la lettura ancor più interessante.
La redazione web, Il Giornale di Brescia (02-09-2019)

Galimberti ha scritto un romanzo trascinante, affascinante. Sullo sfondo ispirazioni, fatti e luoghi reali, come il sanatorio di Agra, considerato dall’esercito italiano come avamposto militare sotto l’influenza tedesca , e le sperimentazioni genetiche praticate sotto il nazismo.
Marta Elena Casanova, lettialetto.tgcom24.it (14-08-2019)

In una giungla di belli e impossibili, donne in carriera, detective per caso e ispettori ribelli ecco che spunta e brilla la figura del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Una figura il cui atteggiamento rapisce sin dalle prime pagine del romanzo, paradossalmente rapisce e affascina perché Ezechiele Beretta è un uomo semplice, senza grandi pretese, un uomo dal cuore tenero e generoso che si schiera a favore dei deboli, dei piccoli e dei bisognosi.
Patrizia Argenziano, thrillernord.it (02-08-2019)

È però nei ritratti dei personaggi che la scrittura riesce a dare il meglio: con pochi tratti precisi e suggestivi vengono resi i caratteri e le peculiarità, aperti scorci sul privato dei protagonisti. In particolare, toccante è la descrizione di Mosè e sua moglie Lara, delle loro vite in bilico, determinate dall'ambiente e dalla cattiva sorte.
Carolina Pernigo, criticaletteraria.org (01-08-2019)

Che sia nato un nuovo Andrea Vitali anche qui sulle nostre sponde ceresiane? Chissà, in ogni caso il libro è davvero gradevole e i personaggi che indagano sulla scomparsa della piccola Ombretta sono veraci e determinati.
Sergio Roic, Extra Sette (26-07-2019)

Un giallo storico dalla trama tagliente ed efficace capace di risultare avvincente anche per chi non ha troppa dimestichezza con i luoghi e le vicende che a noi ticinesi risultano famigliari.
Matteo Airaghi, Corriere del Ticino (19-07-2019)

L'Angelo del Lago è un piacevolissimo giallo ambientato a Lugano, nella contrada di Sassello, tristemente demolita nel 1938. Dario Galimberti fa tornare in vita la Lugano di allora dettagliatamente e fa volare le pagine in modo scorrevole e avvincente. Davvero consigliato.
Libri_senza_fronzoli, Instagram (24-01-2019)

Ritornando all'elemento iniziale di queste righe, sottolineo come mi sia sentito molto vicino ai due protagonisti, seguendone le vicende, appassionandomi alle indagini come al loro rapporto umano, all'evolversi della loro reciproca stima ed amicizia, fino al tragico epilogo, che mi ha commosso come non immaginavo e come non è comune che mi accada. Grazie all'autore.
Adriano Brandolini, adribrando.blogspot.com (03-02-2018)



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Il giallo come romanzo sociale, Lugano 2020

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